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| 2000 | |||||||
L'albero di Natale regalato dal sindaco alla cittadinanza scintillava di mille luci al centro della piazza. Ma *** sapeva che, se anche gli fosse andata vicino, quelle luci non l'avrebbero riscaldata perchè non erano fiammelle di candele, ma lampadine a bassa tensione. E inoltre, per avvicinarsi all'albero, avrebbe dovuto lasciare il riparo dei portici e si sarebbe dovuta esporre alla neve che continuava a fioccare in modo suggestivo come in una cartolina di auguri. [...] Scese la notte. La piazza era deserta ormai. Solo le luci delle pubblicità si muovevano dando un'illusione di vita e di calore, invece faceva sempre più freddo. [...] Mentre *** dormiva, in tutte le case della città i bambini a tavola guardavano il padre che tagliava il panettone e protestavano: "No, non ne voglio! Sono pieno fin qui. Guarda che se me ne fai mangiare anche una fettina piccola piccola, vomito!" E i padri si scandalizzavano: "Che indecenza! Questo è un insulto alla miseria. Anche la notte di Natale devi fare tante storie per mangiare! Pensa a quei poveri negretti affamati che darebbero chissà che cosa per una fetta di panettone...". *** non era una negretta, ma nel sonno si lamentava lo stesso per la fame, e avrebbe dato chissà cosa per una fetta di panettone. Se almeno quei papà che predicavaono così bene le avessero comprato qualche scatola di fiammiferi prima di rincasare e mettersi a tavola! [...]
Pagina a cura di pb&cc. Ultimo aggiornamento 15.11.2000
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