Un carico enorme di marijuana nascosto in una stanza d’albergo a Milano. Non in un magazzino abbandonato, non in un’auto parcheggiata in periferia, ma in un hotel frequentato ogni giorno da viaggiatori e lavoratori. Quando gli agenti hanno aperto quei trolley, la scena è diventata improvvisamente chiara.
La scoperta è avvenuta durante un controllo mirato della polizia in una zona della città dove il via vai di persone è continuo e spesso passa inosservato. Dentro una stanza d’albergo, però, la situazione era ben diversa da quella di un normale soggiorno.
La scoperta nell’hotel di via Giovanni Lulli
Il blitz è scattato in via Giovanni Lulli, non lontano da Piazzale Loreto. Due cittadini colombiani, di 29 e 19 anni, erano alloggiati nella struttura. Sei trolley occupavano gran parte della stanza. Non c’erano vestiti, effetti personali o segni di una permanenza turistica. Solo buste sigillate con cura, sistemate una sopra l’altra.
Quando le valigie sono state aperte, sono saltati fuori circa 130 chili di marijuana. Una quantità che non lascia spazio a interpretazioni. Non si parla di piccolo spaccio, ma di un carico destinato a un mercato ampio, probabilmente distribuito su più zone della città. Gli agenti del commissariato Greco Turro hanno sequestrato tutto e arrestato i due uomini, trasferiti poi nel carcere di San Vittore.
Resta da capire come quel materiale sia arrivato fin lì e quanto tempo fosse già custodito nella stanza. Un hotel è un luogo di passaggio, certo, ma anche uno spazio dove il movimento continuo può mascherare presenze che non attirano immediatamente l’attenzione.
Un episodio che interroga il quartiere
Via Lulli è una strada urbana, trafficata, circondata da attività commerciali e abitazioni. Non un’area isolata o marginale. La notizia ha iniziato a circolare rapidamente tra i residenti, qualcuno parla di movimenti sospetti nei giorni precedenti, altri restano increduli. La quantità sequestrata colpisce più di ogni altra cosa.
Centotrenta chili significano un valore economico elevato e una rete organizzativa alle spalle. Non è un’operazione improvvisata. E se una stanza d’albergo può diventare un deposito temporaneo di questa portata, è inevitabile chiedersi quante altre situazioni simili possano passare inosservate.
Milano convive da anni con traffici di droga di varia entità, ma episodi come questo spostano l’attenzione su modalità operative che sembrano cambiare. Meno strada, meno piazze visibili, più logistica silenziosa. Più strutture comuni utilizzate come punti di appoggio.
Cosa cambia per chi vive la città ogni giorno
Per chi abita in zona o utilizza quotidianamente i mezzi pubblici dell’area, la sensazione è quella di una realtà che si muove parallela alla vita ordinaria. Si entra in un hotel per lavoro o per turismo e non si immagina che nella stanza accanto possa esserci un carico del genere.
L’intervento della polizia dimostra che i controlli esistono e funzionano, ma allo stesso tempo racconta una città dove certi traffici cercano spazi sempre nuovi. La vicenda ora passa alla magistratura e alle indagini, che dovranno chiarire eventuali collegamenti e destinazioni della droga.








