Milano città più cara d’Italia: viverci costa fino al 60% in più rispetto a Napoli
Un panino a quasi 6 euro, 18 euro per lavare l’auto, 20 euro per una messa in piega. Milano in quest’inizio 2026 si conferma la città più cara del Paese, mentre Napoli resta la più economica tra i grandi capoluoghi. La distanza non è simbolica: secondo un’analisi del Codacons sui dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, vivere sotto la Madonnina può costare oltre il 60% in più rispetto al capoluogo campano.
Non è solo una questione di affitti o ristoranti di lusso. La differenza emerge anche nelle spese quotidiane, quelle che incidono davvero sul bilancio familiare.
Il paniere completo: Milano in testa, Napoli in fondo
Lo studio prende in esame un paniere ampio, che comprende alimentari, ortofrutta e servizi come dentista, tintoria, parrucchiere e perfino toelettatura per animali. Il risultato è netto: Milano guida la classifica dei rincari, con una spesa complessiva che sfiora i 600 euro per le voci considerate, contro i poco meno di 370 euro registrati a Napoli.
Subito dietro Milano si trovano Aosta e Bolzano, entrambe sopra i 570 euro. All’estremo opposto, oltre a Napoli, compaiono Palermo e Catanzaro, che restano sotto i 430 euro per lo stesso paniere.
Il divario Nord-Sud non è nuovo, ma colpisce la sua ampiezza. E riguarda tanto i servizi quanto la spesa alimentare.
Al supermercato perde il primato
Se si guarda solo alla spesa alimentare, calcolata su 28 prodotti tra carne, ortaggi, pane, pasta e olio, il quadro cambia parzialmente. Bolzano diventa la città più cara, con circa 220 euro per riempire dispensa e frigorifero, oltre il 33% in più rispetto a Catanzaro.
Catanzaro e Napoli risultano invece le più convenienti, entrambe attorno ai 165-168 euro. Numeri che, su base mensile, possono fare una differenza concreta per chi deve gestire un bilancio familiare.
Non si parla di beni di lusso, ma di carne, zucchine, pane e latte. E la sensazione è che la forbice si allarghi proprio sulle necessità quotidiane.
Panino, dentista e parrucchiere sono le differenze che pesano
Il costo di un panino al bar oscilla dai 2,7 euro di Ancona ai 5,7 euro di Milano. La carne bovina raggiunge il picco a Bologna, mentre le zucchine più care si trovano a Genova. Per un’otturazione dal dentista si va dai 70 euro di Napoli ai 176 euro di Aosta.
Lavare l’auto può costare 8,5 euro ad Ancona e oltre 21 euro a Bolzano. Una messa in piega resta sotto i 13 euro a Napoli, ma supera i 23 euro a Bologna. Milano, curiosamente, risulta la meno cara per il servizio di lavaggio e stiratura della camicia, con una media inferiore ai 3 euro.
Non tutto è più caro in modo uniforme, ma la tendenza generale resta chiara: vivere a Milano comporta una pressione economica superiore, che si riflette su più livelli di spesa.
Quanto incide davvero sul bilancio familiare
Quando si parla di percentuali il dato può sembrare astratto. Ma tradotto nella vita reale significa che, a parità di consumi, una famiglia milanese può trovarsi a spendere diverse migliaia di euro in più all’anno rispetto a una famiglia napoletana.
Chi vive a Milano spesso compensa con stipendi mediamente più alti. Non sempre però il differenziale salariale copre l’intero scarto dei prezzi, soprattutto per chi ha redditi medio-bassi o lavora in settori meno retribuiti.
Il risultato è una città dinamica, attrattiva, piena di opportunità, ma anche sempre più selettiva. E mentre il dibattito sul caro vita continua, la sensazione è che la distanza tra i territori resti uno dei nodi più evidenti dell’economia italiana.








