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“Il tram andava fortissimo” il racconto choc della sopravvissuta al deragliamento di Milano

tram deragliato a Milano dopo incidente sulla linea 9 in viale Vittorio Veneto
Il tram della linea 9 deragliato a Milano dopo l’incidente in viale Vittorio Veneto ( foto rappresentativa)

Il rumore, poi il caos. E la sensazione che qualcosa stesse andando storto già da diversi minuti. Il deragliamento del tram della linea 9 a Milano continua a lasciare dietro di sé domande e dolore. Tra i passeggeri coinvolti c’era anche Flores Calderon, rimasta ferita nello schianto e sopravvissuta a quello che molti descrivono come uno dei momenti più drammatici vissuti sui mezzi pubblici milanesi negli ultimi anni.

La donna ha perso il compagno, Ferdinando Favia, una delle due vittime dell’incidente avvenuto in viale Vittorio Veneto. Il suo racconto restituisce un’immagine molto concreta di quei minuti prima del deragliamento, quando qualcosa sul tram sembrava già non funzionare come dovrebbe.

La velocità anomala e il panico tra i passeggeri

Flores Calderon racconta che tutto sarebbe iniziato molto prima dello schianto. Secondo la sua testimonianza, il tram aveva preso velocità già dalla fermata di via Fabio Filzi, oltre un chilometro prima del punto in cui il convoglio è uscito dai binari.

Il tram andava fortissimo”, ha spiegato la donna ancora scossa. Un dettaglio che oggi viene osservato con attenzione anche dagli investigatori perché potrebbe aiutare a ricostruire la dinamica reale dell’incidente.

All’interno del mezzo la situazione sarebbe diventata rapidamente confusa. Alcuni passeggeri si sarebbero accorti della velocità anomala, altri invece hanno percepito il pericolo solo pochi istanti prima del deragliamento. Calderon parla di urla, bambini spaventati e persone che cercavano di aggrapparsi ai sostegni mentre il tram continuava la sua corsa.

Pochi secondi dopo è arrivato l’impatto. Un momento che diversi testimoni descrivono come improvviso e violento, con il convoglio che ha perso la linea dei binari in uno dei punti più trafficati della zona.

Le indagini tra dinamica dell’incidente e condizioni del mezzo

Nel frattempo la Procura di Milano sta cercando di capire cosa sia realmente successo su quel tram della linea 9. Il conducente, un tranviere sessantenne, è stato iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose, un passaggio tecnico che consente agli inquirenti di svolgere accertamenti più approfonditi.

Tra gli elementi che verranno analizzati c’è anche la versione fornita dallo stesso conducente. L’uomo ha raccontato di aver riportato un trauma all’alluce mentre aiutava un passeggero disabile in carrozzina poco prima della corsa. Le scarpe del tranviere sono state sequestrate dalla polizia locale e i primi riscontri medici parlano effettivamente di una contusione con danni all’unghia.

Resta però da capire se questo episodio possa avere avuto un ruolo nella gestione del mezzo nei minuti successivi. Gli investigatori stanno valutando diversi aspetti tecnici, tra cui lo stato del tram e le condizioni dei binari lungo il tratto dove è avvenuto il deragliamento.

Un punto ancora poco chiaro riguarda anche le registrazioni video interne. Secondo le prime informazioni, alcune telecamere potrebbero non aver registrato correttamente le fasi immediatamente precedenti all’incidente, un elemento che ha alimentato ulteriori interrogativi tra gli investigatori.

La scatola nera e i dati che potrebbero chiarire tutto

La prossima settimana sarà probabilmente decisiva per ricostruire ciò che è successo davvero. Gli esperti analizzeranno la scatola nera del tram, che dovrebbe contenere informazioni precise sulla velocità del mezzo, sulle frenate e sulle manovre effettuate dal conducente.

Parallelamente verrà svolta una consulenza cinematica per ricostruire la dinamica del deragliamento. Anche i dati del traffico telefonico del tranviere sono stati controllati e, almeno dai primi accertamenti, sembra che non stesse utilizzando il telefono durante la guida. Le chiamate sarebbero partite solo dopo l’incidente.

Nel frattempo Milano prova a fare i conti con quanto accaduto. Il deragliamento ha riaperto un tema che in città emerge ogni volta che si verifica un incidente grave sui mezzi pubblici: quanto siano realmente sicuri i trasporti che ogni giorno portano al lavoro, a scuola, o semplicemente dall’altra parte della città.

E mentre le indagini cercano risposte tecniche, resta il racconto di chi era a bordo. Frammenti di memoria, immagini confuse, la sensazione di una corsa fuori controllo che ancora oggi molti passeggeri fanno fatica a spiegare con precisione.

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