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“Non dipingere la tua camera da letto di bianco se vuoi riposare bene”: secondo due architetti queste sono le soluzioni ottimali

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Perché non bisogna dipingere di bianco la camera da letto (sbv.mi.it)

Il bianco continua a essere la scelta più immediata quando si deve dipingere una camera da letto, rassicurante, luminoso, facile da abbinare, eppure sempre più progettisti mettono in discussione questa abitudine.

Non perché sia “sbagliato” in assoluto, ma perché spesso produce un effetto diverso da quello che ci si aspetta: ambienti che appaiono puliti e ordinati, sì, ma anche freddi, a tratti impersonali, poco adatti a quel senso di protezione che associamo al riposo.

Quando il bianco non rilassa davvero

Il punto non è il colore in sé, quanto il modo in cui reagisce alla luce naturale e artificiale. Il bianco puro riflette tutto, amplifica la luminosità, ma proprio questa caratteristica può accentuare contrasti e ombre, rendendo lo spazio più “duro” dal punto di vista visivo. In una stanza esposta a nord, ad esempio, la luce tende a essere più fredda, e il bianco rischia di diventare quasi grigiastro, poco accogliente. In ambienti molto soleggiati, al contrario, può risultare abbagliante, soprattutto nelle ore centrali del giorno.

Bárbara Aurell insiste da tempo su un aspetto che spesso sfugge nelle scelte domestiche: il colore non è solo estetica, è percezione fisica dello spazio. Una camera da letto non è un ambiente da esibire, ma un luogo dove il sistema nervoso dovrebbe rallentare. Se le superfici riflettono troppa luce o creano un’atmosfera eccessivamente neutra, il risultato può essere meno rilassante di quanto si immagini.

Il ruolo della luce, più della moda

Pedro Lirola adotta un tono ancora più diretto quando affronta il tema. Il bianco, osserva, dilata visivamente gli spazi ma può anche svuotarli di carattere. In una zona living questo effetto può funzionare, in una camera da letto molto meno, perché qui la sensazione ricercata non è ampiezza, bensì raccoglimento.

Entrambi concordano su un dettaglio che sembra banale ma non lo è affatto: l’orientamento della stanza cambia completamente la resa dei colori. Una parete beige può apparire calda e avvolgente con luce dorata, piatta e spenta sotto una lampada fredda. Un verde tenue può risultare riposante in un ambiente ben bilanciato, cupo se la stanza riceve poca luce naturale.

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Altri colori per la camera da letto (sbv.mi.it)

Chi ristruttura tende a partire dalle tendenze, dalle foto sui social, mentre architetti e designer partono da un’altra domanda: com’è la luce reale in quella stanza, al mattino, al pomeriggio, di sera?

Toni morbidi e atmosfera più intima

Le alternative suggerite si muovono quasi sempre nell’area dei neutri caldi e dei colori desaturati. Beige polverosi, bianchi sporchi, toni sabbia, grigi caldi, verdi oliva, palette che non “gridano” ma accompagnano.

Superfici chiare, ma meno riflettenti del bianco puro, abbinate a legni chiari o tessuti naturali, tendono a restituire una sensazione più domestica, meno asettica. Bárbara Aurell aggiunge un elemento che spesso cambia la prospettiva: il colore non vive solo sulle pareti. Tende, testiera, biancheria, tappeti, tutto contribuisce a costruire l’equilibrio cromatico.

Colori che disturbano più di quanto si pensi

Le tinte molto sature continuano ad affascinare, soprattutto nelle immagini di design, ma in camera da letto raccontano un’altra storia. Rossi accesi, arancioni intensi, fucsia elettrici, gialli aggressivi tendono a stimolare, non a calmare. Anche certi grigi troppo scuri o freddi, se non bilanciati, possono appesantire l’ambiente.

Non esistono divieti rigidi, perché molto dipende dai gusti personali e dalla composizione complessiva dello spazio. Però il risultato finale spesso sorprende: una stanza che sembrava elegante sulla mazzetta colori, una volta realizzata, può apparire stancante, oppure semplicemente poco accogliente.

Il bianco non sparirà dalle camere da letto, resta una scelta rassicurante, quasi automatica. Ma sempre più spesso viene sostituito da sfumature appena più calde, meno estreme, capaci di mantenere la luce senza togliere intimità. E la differenza, quando si entra la sera, con le luci soffuse e la giornata addosso, a volte si percepisce più di quanto si sarebbe immaginato davanti a un campione di vernice.

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