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Olimpiadi Milano-Cortina, Cucchiara (Verdi): “Evento pop? Non se resta per pochi”

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Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 - Sbv.mi.it

Le Olimpiadi invernali sono finite, ma a Milano la discussione è appena iniziata.

Il sindaco Beppe Sala ha parlato di “scommessa vinta”, difendendo i Giochi e accusando una parte del centrosinistra di non cogliere il valore degli eventi popolari. La replica arriva da Francesca Cucchiara, consigliera di Europa Verde, che contesta il modo in cui l’evento è stato gestito e il tipo di eredità che lascerà alla città.

Per Cucchiara il nodo non è l’idea di un grande evento sportivo, ma le scelte concrete che lo hanno reso, a suo giudizio, poco accessibile e troppo costoso.

“Il problema non è l’evento, ma chi può permetterselo”

Secondo la consigliera, parlare di evento “pop” significa prima di tutto chiedersi chi può davvero partecipare. Circa il 43% dei biglietti superava i 100 euro e alcune cerimonie arrivavano oltre i 500. Prezzi che hanno escluso una parte consistente dei cittadini. “Non è l’idea delle Olimpiadi a essere sbagliata – sostiene – ma le scelte che le rendono esclusive”.

Il rischio, spiega, è che un appuntamento nato per unire finisca per rafforzare l’immagine di una città sempre più selettiva. Uno stadio non completamente pieno durante le cerimonie è stato letto come un segnale di questa distanza.

Costi lievitati e fondi pubblici

Un altro punto critico riguarda i numeri. Il budget iniziale di circa 1,4 miliardi è salito fino a sfiorare i 7 miliardi, in larga parte coperti da risorse pubbliche. Per Cucchiara il tema non è solo quanto si spende, ma per cosa e con quali ricadute.

Si discute, ad esempio, degli extracosti legati all’Arena Santa Giulia e al Villaggio olimpico, opere destinate a restare di proprietà privata. Per l’Arena si parla di decine di milioni di euro aggiuntivi coperti con fondi statali. Un meccanismo che, secondo la consigliera, trasferisce sul pubblico parte del rischio d’impresa.

Il Villaggio olimpico diventerà uno studentato. I prezzi sono stati calmierati grazie a fondi del Ministero dell’Università, ma restano alti rispetto alla media. Il dubbio sollevato è semplice: questo è davvero il lascito di cui Milano ha bisogno?

Ambiente e coerenza

Nel dibattito rientra anche la questione ambientale. Dalla costruzione di nuovi impianti, come la pista da bob, fino agli sponsor legati al settore energetico, Cucchiara parla di contraddizioni rispetto alla narrazione di Olimpiadi “più sostenibili di sempre”.

Il punto, per lei, è che un grande evento può essere occasione di trasformazione solo se accompagnato da scelte coerenti. Altrimenti rischia di amplificare dinamiche già presenti: aumento dei costi, pressione immobiliare, esclusione sociale.

Che cosa resta davvero

Alla fine la domanda è sul futuro. Per Sala i Giochi rappresentano un successo organizzativo e di immagine. Per Cucchiara il giudizio resta sospeso. Molto dipenderà da come verranno gestite le opere e da chi ne beneficerà.

Le Olimpiadi hanno mostrato che Milano è capace di affrontare una sfida complessa, grazie anche al lavoro di volontari e operatori. Ma resta aperto il confronto su che tipo di città si vuole costruire. Un evento può dirsi davvero popolare solo quando tutti hanno la possibilità di farne parte, non solo di guardarlo da lontano.

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