Salute

“Se la tua pancia si gonfia dopo aver mangiato, il problema non è quello che mangi”, la parola del nutrizionista cambia tutto lo scenario

mal di pancia
Le cause della pancia gonfia (sbv.mi.it)

La scena è familiare: si finisce di mangiare, ci si alza da tavola e dopo pochi minuti arriva quella sensazione di pancia tesa, quasi dura, accompagnata da pesantezza, a volte da un fastidio difficile da descrivere. La reazione più immediata è dare la colpa al piatto, troppi carboidrati, troppi grassi, qualcosa che “non è andato gizze”, eppure non sempre il problema nasce da ciò che si è mangiato.

Il tema è tornato al centro della discussione grazie alle parole di Pablo Ojeda, nutrizionista e volto noto della divulgazione alimentare sui social, che ha riassunto il concetto in modo diretto: se lo stomaco si gonfia dopo i pasti, la causa potrebbe essere come si mangia, non necessariamente cosa si mangia.

Mangiare veloce: un’abitudine sottovalutata

Ojeda racconta di incontrare spesso, in studio, persone che seguono regimi alimentari equilibrati, ricchi di verdure, proteine magre, pasti ben distribuiti durante la giornata, ma che continuano a lamentare gonfiore, fame improvvisa, voglia di dolci.

Il punto, spiega, non è sempre nel contenuto del piatto. Quando si mangia troppo rapidamente, spesso senza masticare a sufficienza, il cervello fatica a registrare in tempo reale che il pasto è iniziato. Il meccanismo della sazietà non scatta immediatamente, gli ormoni che dovrebbero segnalare “basta così” arrivano in ritardo, e nel frattempo si continua a ingerire cibo.

Il risultato è noto a molti: si termina il pasto convinti di aver mangiato “il giusto”, e una ventina di minuti dopo ci si sente eccessivamente pieni, gonfi, quasi appesantiti.

La digestione comincia prima dello stomaco

La masticazione non è un gesto meccanico, anche se spesso la viviamo così. È la prima fase della digestione, quella in cui il cibo viene scomposto e mescolato alla saliva, avviando processi chimici che preparano il lavoro dello stomaco.

Mangiare in fretta significa ridurre questo passaggio, costringendo l’apparato digerente a compensare. Inoltre, la masticazione stimola il nervo vago, una sorta di autostrada di comunicazione tra intestino e cervello. Quando questo dialogo funziona con i suoi tempi naturali, il corpo riceve segnali più chiari: stiamo mangiando, lo stomaco si sta riempiendo, la fame si sta spegnendo.

dottore

Le parole del nutrizionista (sbv.mi.it)

Quando tutto avviene troppo velocemente, questi segnali diventano meno sincronizzati.

Gonfiore e fame: un collegamento meno ovvio

C’è un aspetto che sorprende molti pazienti. Il gonfiore post-prandiale non si accompagna solo alla pesantezza, ma spesso a una nuova sensazione di fame nel giro di poche ore, insieme a una marcata attrazione per zuccheri e snack.

Secondo Ojeda, il ritmo del pasto incide anche su questo. Una masticazione più lenta e completa favorirebbe una sazietà più stabile, contribuendo a ridurre l’assunzione calorica totale senza quella sensazione di restrizione che, psicologicamente, può diventare difficile da gestire.

Non si tratta, precisa, di “mangiare meno per forza di volontà”, ma di permettere al corpo di riconoscere meglio la pienezza.

Non sempre la colpa è del cibo

Naturalmente, il gonfiore addominale può avere molte cause, intolleranze, fermentazioni intestinali, sensibilità individuali, condizioni gastrointestinali più complesse. Ridurre tutto alla velocità del pasto sarebbe semplicistico.

Eppure, nella pratica quotidiana, rallentare il ritmo, masticare di più, concedersi qualche minuto in più a tavola, spesso produce effetti percepibili, meno tensione addominale, minore pesantezza, una fame più prevedibile nelle ore successive.

Il paradosso è che si tende a cercare soluzioni complicate, diete restrittive, esclusioni drastiche, quando a volte il primo elemento da osservare non è nel frigorifero, ma nel modo in cui si consuma il pasto.

Alla fine resta una sensazione quasi ironica. In un’epoca in cui si parla continuamente di superfood, di ingredienti miracolosi, di combinazioni perfette, il gonfiore che rovina il dopo-pranzo potrebbe dipendere da qualcosa di molto più banale, e proprio per questo facile da ignorare: la fretta.

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