Quella del poliziotto è una professione che tutti associano immediatamente alla sicurezza, all’ordine pubblico e alla presenza costante sul territorio, ma molto meno spesso viene analizzata dal punto di vista economico.
Eppure la curiosità è forte, soprattutto perché si tratta di un lavoro fatto di turni, rischi, responsabilità e un impegno che non conosce festività né orari comodi. Quanto guadagna davvero un poliziotto in Italia?
La risposta, anche in questo caso, dipende da diversi fattori.
Lo stipendio medio di un poliziotto
Un agente della Polizia di Stato percepisce mediamente uno stipendio netto che si colloca tra i 1.400 e i 1.800 euro al mese, una forbice che varia in base al grado, all’anzianità di servizio e alle indennità maturate.
Non esiste una cifra unica valida per tutti: la retribuzione cresce nel tempo e cambia sensibilmente a seconda della posizione ricoperta.
Quanto guadagna un poliziotto all’inizio della carriera
Un agente appena entrato in servizio parte generalmente da uno stipendio netto compreso tra 1.300 e 1.450 euro mensili, cifra che include la paga base e le prime voci accessorie.
È uno degli aspetti che sorprende maggiormente chi guarda la professione dall’esterno: la percezione comune immagina spesso stipendi più elevati, senza considerare che la progressione economica segue ritmi graduali e legati all’anzianità.
Il peso delle indennità
La busta paga di un poliziotto non è composta soltanto dallo stipendio base. Entrano infatti in gioco diverse indennità, che possono incidere anche in modo significativo sul netto mensile.
Tra le più comuni rientrano: indennità di turno, legata al lavoro notturno o festivo, straordinari, spesso determinanti in alcuni reparti, indennità di servizio esterno, compensi legati a reparti speciali.

Lo stipendio dei poliziotti in Italia (sbv.mi.it)
In pratica, due poliziotti con lo stesso grado possono percepire stipendi differenti in base alla tipologia di servizio svolto.
Quanto si guadagna con l’anzianità
Con il passare degli anni lo stipendio cresce progressivamente. Un poliziotto con una lunga carriera può arrivare a percepire 2.000 – 2.300 euro netti al mese, mentre i gradi superiori (ispettori, commissari, dirigenti) raggiungono cifre sensibilmente più alte.
Si tratta però di incrementi distribuiti nell’arco di molti anni, non di salti retributivi immediati.
Il confronto con altri lavori pubblici
Nel panorama del pubblico impiego, lo stipendio delle forze dell’ordine si posiziona su livelli medi, con una differenza sostanziale: la presenza di componenti variabili legate ai turni e alle indennità rende la retribuzione meno prevedibile rispetto ad altre professioni statali.
Il risultato è uno stipendio che può oscillare mese dopo mese.
Quella del poliziotto è una carriera che offre stabilità occupazionale, progressioni economiche graduali e un sistema di tutele tipico del lavoro pubblico, ma che richiede in cambio flessibilità totale, disponibilità ai turni e gestione costante di situazioni ad alta pressione. È un lavoro che non si misura soltanto in euro.
All’esterno, la divisa viene spesso associata a stipendi molto elevati o, al contrario, a compensi considerati troppo bassi. La realtà si colloca nel mezzo: una retribuzione stabile, arricchita dalle indennità, ma lontana dalle cifre che talvolta circolano nel dibattito pubblico.








