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Roberto Baggio, l’auto che nessuno si aspetta è una Fiat: regalo dell’Avvocato, prezzo da collezione

baggio e messi
Roberto Baggio e Messi (Instagram)

Quando si parla di Roberto Baggio vengono in mente il Pallone d’Oro, le punizioni a giro, le lacrime di Pasadena. E se si passa alle auto, l’immaginario corre subito verso icone come la Lancia Delta Integrale o la Panda 4×4 da montagna.

Invece l’auto che più di tutte racconta un pezzo della sua storia è un’altra, decisamente più compatta e molto anni Novanta. Parliamo di una Fiat Punto GT Turbo gialla, un piccolo missile da 133 cavalli che oggi è riapparso su AutoScout24 con una richiesta attorno ai 39.000 euro. Non una cifra qualunque per una Punto, ma qui il valore non è soltanto tecnico.

Il regalo dell’Avvocato

Questa Punto GT non è un esemplare qualsiasi uscito da una concessionaria. È l’auto che Gianni Agnelli regalò a Baggio durante il suo periodo alla Juventus, anni in cui il Divin Codino era al centro del progetto bianconero e del calcio italiano.

La Punto GT, per chi c’era, era molto più di una semplice utilitaria pepata. Turbo, assetto rigido, dimensioni compatte, un carattere quasi nervoso, era la risposta italiana alle hot hatch francesi come la Clio Williams o la 205 GTI. Non faceva scena come una supercar, ma sapeva divertire sul serio.

Ed è forse proprio questo il punto. Baggio, almeno per come lo abbiamo conosciuto in campo, non è mai stato uno da ostentazione. Classe, sì. Talento puro, senza dubbio. Ma anche riservatezza, una certa distanza dai riflettori quando non servivano. Una Punto GT Turbo racconta meglio questa personalità rispetto a un’auto esagerata.

Perché oggi vale quasi 40 mila euro

Il prezzo può far discutere, soprattutto a chi ricorda quando la Punto GT si comprava usata con cifre molto più basse. Qui però entrano in gioco due fattori che nel mondo delle auto fanno la differenza: la rarità e la storia.

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L’ex auto di Roberto Baggio (screenshot autoscout24)

Le GT Turbo ben tenute stanno già vivendo una seconda giovinezza tra i collezionisti, complice la nostalgia per gli anni Novanta e per un periodo in cui le compatte sportive erano leggere, dirette, senza filtri elettronici invasivi. Se poi a questo aggiungi il fatto che il proprietario è stato uno dei calciatori italiani più amati di sempre, il valore cambia.

Chi la compra non sta cercando solo una youngtimer, ma un frammento di storia che unisce calcio e motori, due passioni che in Italia viaggiano spesso sullo stesso binario.

Non solo Punto: il lato motori del Divin Codino

Nel garage di Baggio non c’era soltanto la Punto. La Delta Integrale rappresentava il lato più aggressivo e iconico, simbolo dei rally e di un’epoca in cui l’Italia dominava anche nelle competizioni su strada. La Panda 4×4, invece, era l’altra faccia della medaglia, pratica, concreta, quasi rurale.

Tre auto molto diverse tra loro, ma con un filo comune: italiane, carattere deciso, nessuna scelta banale. La Punto GT si inserisce in questo mosaico come l’auto che forse meglio di tutte racconta il Baggio juventino, quello nel pieno della maturità tecnica e personale.

Per un appassionato di calcio è inevitabile collegare quell’auto ai pomeriggi davanti alla tv, alle giocate che accendevano lo stadio. Per chi ama le auto, invece, è un tuffo in un periodo in cui bastavano un turbo e un telaio leggero per divertirsi.

Il vero interrogativo è un altro: chi la comprerà la userà davvero, magari per un raduno o una domenica mattina su una strada di collina, oppure la terrà chiusa in garage come un cimelio? Con certe auto il confine è sottile, perché il valore affettivo rischia di superare quello meccanico.

E forse è proprio questo che rende speciale una piccola Punto gialla nata negli anni Novanta e oggi di nuovo sotto i riflettori.

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