Courmayeur non è una semplice destinazione invernale. È un’abitudine elegante. Una fuga che per molti milanesi ha il sapore di un rituale: si lascia la città, si sale verso la luce, si cambia ritmo.
Chi arriva d’inverno lo percepisce subito. La neve assorbe i rumori, i profili diventano morbidi, l’aria sembra più nitida. Milano resta lontana, ma non abbastanza da sembrare un altro mondo. È questo il punto: distanza breve, cambio totale di atmosfera.
In Val Ferret il paesaggio si apre. Bianco, largo, quasi ipnotico. Sci di fondo, passeggiate, silenzi lunghi. In Val Veny, invece, la montagna si fa più verticale, drammatica. Ghiacciai, pareti, una natura che impone rispetto ma non intimidisce.
Courmayeur vive su questo doppio registro. Dolcezza e carattere. Relax e adrenalina.
La stagione 2025/2026: comfort e panorami
Quest’inverno segna un passaggio interessante. Le nuove cabinovie panoramiche cambiano la salita verso le piste. Più spazio, più vetro, più paesaggio negli occhi. Non solo un mezzo di trasporto, ma parte dell’esperienza.
Si sale sospesi tra boschi e cime. Ci si prepara mentalmente alla discesa. Sulle piste, il mix resta quello che ha costruito la reputazione della località. Tracciati tecnici, discese lunghe, neve che regge bene. E terrazze naturali dove fermarsi senza fretta. Perché a Courmayeur anche la pausa ha una sua dignità.
Poi c’è il tramonto. La funivia serale, la cena in quota, il Monte Bianco che cambia colore. Un cliché? Forse. Ma funziona sempre.
Mangiare bene qui non è un dettaglio accessorio. È parte del soggiorno. La tradizione valdostana resta protagonista: polenta, selvaggina, formaggi d’alpeggio, sapori pieni, rassicuranti.
Ma Courmayeur non si ferma alla cartolina rustica. La Chaumière gioca sull’equilibrio tra raffinatezza e atmosfera di montagna. La Clotze porta nel piatto la Val Ferret. Les Jorasses unisce posizione centrale e cucina curata. Il Cadran Solaire resta un rifugio di memoria e gusto. Artst Pasticceria introduce una nota contemporanea, giovane, precisa.
E poi Skyway Monte Bianco. Qui la cena diventa quasi scenografica. Altitudine, panorami, cucina che dialoga con il contesto. Non capita spesso di mangiare con il mondo sotto i piedi.
Benessere ad alta quota
Dopo sci e passeggiate, Courmayeur cambia pelle. Diventa lenta, calda, ovattata. QC Terme è una delle tappe più frequentate. Piscine esterne, vapore, neve attorno. L’effetto visivo è potente, l’effetto fisico ancora di più. Il Refuge du Mont Blanc all’Auberge de la Maison lavora su legno, erbe alpine, atmosfere raccolte. Au Coeur des Neiges offre una piscina esterna con vista che da sola vale il soggiorno.
Gran Baita, Royal e Golf, Chalet Svizzero. Ognuno con il proprio linguaggio. Wellness classico, contemporaneo, alpino puro.
Non solo sci: eventi e atmosfera
Courmayeur non vive esclusivamente di piste. Il calendario invernale è fitto. Concerti, appuntamenti culturali, tradizioni locali, sport sulla neve. Eventi che animano le settimane di dicembre e gennaio, quando la località si riempie di milanesi, torinesi, stranieri.
La sensazione è quella di una piccola capitale alpina. Dove si incontrano mondanità e natura, piumini tecnici e boutique eleganti, après-ski e silenzi notturni.
L’effetto Altagamma
L’ingresso nella Fondazione Altagamma ha dato una cornice ufficiale a qualcosa che era già percepito. Courmayeur come destinazione di fascia alta, ma senza ostentazione eccessiva. Lusso sobrio, cura del dettaglio, esperienza costruita più sulla qualità che sull’apparenza.
Un posizionamento che rispecchia bene il pubblico milanese. Esigente, abituato al bello, poco tollerante verso la mediocrità.
Chi frequenta Courmayeur lo racconta sempre allo stesso modo. Non è mai identica alla volta precedente. Cambia la luce, cambia la neve, cambia l’umore con cui si arriva.
Un caffè lento in Via Roma. Una camminata in Val Ferret. Uno sguardo al Monte Bianco appena svegli. Piccole cose. Sempre quelle. Sempre diverse.
Courmayeur resta lì, sospesa tra rifugio e palcoscenico. E continua ad attrarre milanesi che cercano una pausa, ma non vogliono rinunciare allo stile.








