Milano resta la città più cara d’Italia per chi cerca casa in affitto. Anche adesso che i canoni hanno smesso di correre. Il rallentamento c’è, ma non cambia la sostanza: vivere dentro la cerchia dei Bastioni continua a costare come un mutuo importante.
Il centro frena, ma resta fuori portata
I numeri del primo semestre 2025 parlano di una limatura quasi invisibile. Monolocali a -0,1%, bilocali a -0,4%, trilocali ancora a -0,1%. Una pausa più che una discesa. In Brera e Garibaldi-Moscova un monolocale viaggia attorno ai 1.800 euro al mese. Un trilocale può toccare i 5.000. Non è un errore di battitura. Porta Nuova e San Babila-Palestro si muovono poco sotto, ma la distanza reale, per chi paga, è miIl mercato ha rallentato perché i redditi non tengono il passo e perché la domanda, pur alta, ha iniziato a fare più conti. Non meno persone in cerca di casa, ma più resistenza davanti a certe cifre. Intanto crescono i contratti transitori. Segno di una città sempre più abitata “a tempo”.
Le zone vicine al centro dove i prezzi cambiano davvero
Basta spostarsi di poche fermate di metro e lo scenario muta. Non sempre. Non ovunque. Però succede.
Pagano–Buonarroti–Wagner resta una delle aree più equilibrate per chi vuole stare a ridosso del centro senza entrare nelle cifre proibitive. Un monolocale si aggira sui 1.100 euro, il bilocale sui 1.500. Non economico, ma diverso da Brera. Solari–Foppa e Navigli–Darsena scendono attorno ai 1.000 euro per i mono. Quartieri vivi, pieni di servizi, collegamenti rapidi. Sant’Ambrogio–Cattolica e Isola restano sotto i 1.000 per alcune tipologie, con oscillazioni forti da strada a strada.Poi c’è Washington. Spesso sottovalutata. Monolocali intorno agli 800 euro, trilocali che raramente superano i 1.450. Siamo a due passi dal centro, con metrò, tram, scuole, supermercati. Prezzi più “milanesi normali”, se così si può dire.
Dove si respira (un po’) in periferia
Fuori dalle zone semicentrali i canoni scendono con più decisione. Bovisa, Baggio, Quinto Romano, Bruzzano, Gratosoglio. Qui un monolocale può stare tra 650 e 750 euro. Un trilocale spesso sotto i 1.200. Non è solo una questione di distanza. Pesano collegamenti, reputazione del quartiere, qualità degli stabili.
Chi lavora in centro valuta il tempo più del chilometro. Venticinque minuti di metro possono essere accettabili. Quarantacinque iniziano a pesare ogni giorno. E la differenza di affitto, a volte, non compensa la fatica.
Il rallentamento non coincide con un sollievo. Le famiglie continuano a fare i conti con stipendi che crescono poco. I giovani professionisti restano intrappolati tra stanze condivise e monolocali costosi. Gli studenti spingono verso soluzioni temporanee, spesso care. Il risultato è una città dove si resta più a lungo in case piccole o si cambia quartiere più spesso.
La domanda per motivi abitativi supera ancora di molto quella legata a studio e lavoro. Non è solo Milano “che attrae”. È Milano che non lascia alternative semplici. Comprare? Prezzi ancora alti, mutui meno leggeri di qualche anno fa.
Il mercato sembra in pausa. Ma è una pausa strana. I cartelli “affittasi” restano pochi nelle zone più richieste, le trattative si chiudono in fretta, gli sconti sono rari. Milano non corre come prima. Non rallenta abbastanza da cambiare davvero la sensazione di chi cerca casa. E forse è proprio questa la fotografia più sincera. Una città ferma a metà, con prezzi ancora da città lanciata.








